Diesel o benzina: oggi quale conviene davvero?

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Per molti anni la scelta era quasi automatica: chi percorreva molti chilometri all’anno sceglieva il diesel, chi utilizzava l’auto soprattutto in città preferiva la benzina. Oggi però lo scenario è cambiato profondamente.

Politiche fiscali, normative ambientali sempre più stringenti, nuove tecnologie ibride ed elettriche e l’andamento dei prezzi dei carburanti stanno ridisegnando il panorama della mobilità. Capire se il diesel sia ancora conveniente rispetto alla benzina richiede quindi un’analisi approfondita.

 

Come si forma il prezzo dei carburanti

Il prezzo di diesel e benzina alla pompa dipende principalmente da tre fattori:

  • il costo della materia prima, legato alle quotazioni internazionali del petrolio e alle dinamiche geopolitiche;
  • i margini della filiera distributiva, che includono raffinazione e distribuzione;
  • la componente fiscale, cioè accise e IVA, che rappresenta una parte molto consistente del prezzo finale.

Storicamente il diesel ha beneficiato di una tassazione più favorevole rispetto alla benzina, motivo per cui il gasolio è stato a lungo più economico. Tuttavia, negli ultimi anni questo vantaggio si è progressivamente ridotto.

La Manovra di Bilancio 2026, ad esempio, ha avviato un riallineamento delle accise tra benzina e gasolio. Il risultato è stato un aumento del prezzo del diesel alla pompa, che in alcune fasi ha raggiunto livelli tra i più alti degli ultimi anni.

Le nuove regole europee e il costo delle emissioni

A cambiare le prospettive per il diesel contribuiscono anche le politiche europee sulle emissioni.

Dal 2027-2028 entrerà infatti in vigore l’ETS2, il sistema europeo che estende al settore dei trasporti il meccanismo di scambio delle quote di emissione di CO₂. In pratica, anche i carburanti fossili dovranno incorporare il costo delle emissioni.

Le stime indicano che questo sistema potrebbe comportare un aumento di circa 10-15 centesimi al litro per i carburanti tradizionali. Un ulteriore fattore che rischia di ridurre la competitività economica del diesel.

 

Il diesel resta forte nelle flotte aziendali

Nonostante queste pressioni normative e fiscali, il diesel non è scomparso dal mercato.

Secondo i dati di UNRAE, nel mercato italiano continua a perdere quota tra i privati, ma mantiene ancora una presenza significativa nelle flotte aziendali e nel noleggio a lungo termine.

Il motivo è semplice: il diesel continua a offrire consumi più bassi nei lunghi tragitti, soprattutto autostradali o extraurbani. Per chi percorre molti chilometri ogni anno questo vantaggio può ancora tradursi in un risparmio reale.

Quando il diesel conviene davvero

Dal punto di vista economico entrano in gioco diversi fattori:

  • prezzo di acquisto più alto rispetto a un’auto a benzina (spesso circa 3.000 euro in più);
  • consumi più bassi, che possono ridurre la spesa carburante del 20-30%;
  • manutenzione generalmente più costosa, a causa della maggiore complessità dei motori diesel;
  • eventuali vantaggi o penalizzazioni fiscali per le auto aziendali.

Per questo motivo il punto di pareggio tra diesel e benzina si colloca in genere tra 25.000 e 30.000 chilometri l’anno.

  • Sotto questa soglia, il diesel tende a non essere conveniente.
  • Sopra questa soglia, il minor consumo può compensare il costo iniziale più elevato.

 

Perché i privati stanno abbandonando il diesel

La maggior parte degli automobilisti percorre mediamente 10.000-15.000 km all’anno, spesso con tragitti brevi e urbani. In questo contesto il diesel presenta diversi svantaggi:

  • maggiore costo iniziale;
  • tempi lunghi per ammortizzare l’investimento;
  • possibili problemi al filtro antiparticolato se il motore non raggiunge regolarmente la temperatura ideale;
  • restrizioni alla circolazione sempre più diffuse nei centri urbani.

Per questi motivi molti privati stanno scegliendo benzina, ibrido o elettrico, soluzioni più adatte a un utilizzo quotidiano fatto di brevi spostamenti.

 

Il futuro del diesel

Le normative ambientali, come la futura Euro 7, e l’evoluzione tecnologica stanno spingendo il mercato verso motorizzazioni a basse emissioni.

Esistono però anche soluzioni che potrebbero prolungare la vita del diesel, come l’utilizzo di biocarburanti avanzati come l’HVO, compatibili con alcuni motori di nuova generazione e in grado di ridurre significativamente le emissioni.

 

Diesel o benzina: la risposta dipende dall’uso

In conclusione, il diesel non è scomparso ma il suo campo di utilizzo si è ristretto.

  • Per chi percorre pochi chilometri e guida soprattutto in città, la benzina o l’ibrido restano oggi la scelta più sensata.
  • Per chi macina oltre 30.000 km all’anno, soprattutto su autostrada o strade extraurbane, il diesel può ancora offrire un vantaggio economico.

La scelta tra diesel e benzina, quindi, non è più universale come in passato: dipende sempre di più dallo stile di guida e dal tipo di utilizzo dell’auto.